Carlino Sole

 

Angyoini 

Nato a Padria, laureatosi in Lettere, prima di diventare docente universitario aveva insegnato nelle scuole medie conservando una chiarezza didattica che gli permetteva di coinvolgere anche le matricole meno motivate. I suoi studi sono documentati con lunghe ricerche compiute presso archivi sardi, italiani e francesi in un’epoca nella quale la comunità sarda degli studiosi iniziava ad aprirsi verso gli archivi europei per dare respiro mediterraneo alla storia dell’isola.

Negli anni cinquanta il giovane Carlino Sole, con Alberto Boscolo, Giancarlo Sorgia e i più maturi Francesco Loddo Canepa e Antonio Era, partecipava alle missioni di studio che porteranno la storiografia sarda ad uscire dall’angustia dell’erudizione.

Dotato di uno stile coinvolgente, oltre i numerosi saggi scientifici, ha raggiunto il grande pubblico con il volume “La Sardegna sabauda nel Settecento” uscito nel 1984 per l’editore Chiarella di Sassari, in una fortunata collana diretta da Alberto Boscolo. Un’opera di sintesi rispetto a trent’anni di precedenti ricerche durante le quali aveva individuato nel riformismo piemontese settecentesco un lontano precedente del Piano di Rinascita che, negli anni sessanta del ’900, suggestionava buona parte della classe dirigente sarda.

Carlino Sole è rimasto uno studioso lontano da facili interpretazioni sardo-centriche o sabaudo-centriche: le prime incapaci di cogliere la debolezza delle istituzioni autonomistiche isolane soggette nel Settecento - scrisse Sole - ad un processo di svuotamento e di mortificazione che porta a capire le ragioni dell’acceso rivendicazionismo culminato nella giornata del 28 aprile del 1794 con la cacciata dei piemontesi; dall’altro lato vi è però la difficoltà, per non dire l’impossibilità secondo lo stesso Sole, di un governo assoluto, accentratore e dagli orizzonti piuttosto angusti come quello piemontese che non dava respiro e vitalità alle tradizionali istituzioni autonomistiche isolane.

Un difficile dialogo quello tra classi dirigenti sarde e piemontesi in anticipo di cento anni rispetto ai drammatici problemi che avrà nel Meridione il regno d’Italia appena unificato sotto la monarchia sabauda. Alcune di quelle cicatrici e ferite le scontiamo ancora e lo storico Carlino Sole le aveva capite e fatte studiare a intere generazioni di studenti fuori da conformismi ideologici e mode accademiche.