

1 - Padria sinde devet ammentare de cando post'in ira su Segnore hat fulmines, saettas isgarrigadu. Duos de cabidanni hapo contadu de su barantabattor est in s'annu, Padria nd'hat piantu a dolu mannu pro s'ider circundadu ind'unu mare.
2 - Padria cust'hat a tenner presente cantu Deus nos lassat esistire: non podimus parare ne fuire, turbadu nos haiat coro e mente; giustos fines de Deus onnipotente Padria fuit a puntu 'e si finire, Nostra Segnora 1'hat fattu transireissa sa grassia hat potidu lobrare.
3 -Totu ringrassiamus a Maria chi podet haer sa grassia lobradu, Padria fit su notte a mal'istadu fimis già pro sonare s'agonia, tota sa zente fuesit a chresìa, su mundu haimus già renunziadu, su populu atturdidu e ispantadu senza poder pius pronunziare.
4 -Totu muros e terra tremulende chi moviat sa rocca sa pius dura, già fit rejone formare paura bidendenos a morte agonizende, sensa pensare in cantu fit perdende in benes, roba, restu 'e agricoltura, e i sos chi fini sutt'e cobertura pensant pro sos de fora a lagrimare. (2)
5 -De sos de fora teniant istragna pensende diant esser e comente! Pianghiat dognunu amaramente. tant'in ras domos che in sa campagna, pariat simizante a dies magna,(3) custu l'approvo pago differente cun arriscos de morrer de repente, coment'est bennid'a binde restare!
6 -Custu puntu contare non lu poto narrer de uno simil'ispettaculu: sa notte fit fattende grand'ostaculu su die 'e su giudissiu eo lu voto; sos cristianos mancados sunt otto senza sos liberados pro miraculu, non bi restesit santu in tabernaculu in cudda notte senza lu pregare.
7 -Pro me tanto turbadu ancora so pensende in chie s'est illiberadu: duos sas manos ch'haiana dadu unu nde lesit s'unda e unu no, gasie ateros battoro però de sos battoro duos nd'hat salvadu, ateros duos s'unda nd'hat leadu ch'appenas los potesint incontrare.
8 -Dae sa notte Padria est confusubidendenos morzende rende sanos; ind'una arzola deghe cristianos de su trigu moriscu istesint susu, biga 'e trinta cantares e piusu, passesit s'unda e issos probianos ca podiant toccare cun sas manos e tentu hana sa sorte 'e si salvare.(4)
9 -Su bider una grassia asi notoria non si podiat crèr esser gasie, non mi bastat sa mente tanta mie.a la narrer cumplida cust'historia, miracul'e sos santos de sa gloria ch'esistint custos tales hoe in die; bidendelos sos logos sende inie dognunu sinde det maravigliare.
10 -Causa fit sa notte 'e tantos males, notte de tantos dannos e ruinas, sas undas dividesint ras codinas, roccas e pedras faghiat a sales, dai su logu chi fini cuddos tales s'unda che lesit tantas calarinas, e hapidu che nd'hant in sas marinar sos chi abitant in s'oro 'e su mare.
11 -Sa notte haimus su mundu in lettiggiu, pensamus chi sa morte superait cantu sas undas in terra agattait arvures, roccas leait a piggiu, sa pedra in mesu sabba che boltiggiu che marineri in su mare nadait, veramente sa notte si pensait chi si diat su mundu terminare.
12 -Deus fit postu in ira e in chimeras superende ras ateras giustissias, in sas domos, binzas e hortalissias b'hat fattu dannu de tantas maneras, cuddas terras chi fint in sas costeras totu che las hat postas in sas iscias, in s'annada abbundante e de divissia nos hat cherfidu in custu castigare. (5)
13 -Pro finis Deus a Padria hat iscuttu e paga nos hat tentu charidade, cun tota cudda sua bonidade lesit personas, benes, roba e fruttu, e de modu est Padria in dannos ruttu chi medas pedint pro sa pobertade si tantu sa reale magiestade nde podet calecunu consolare.(6)
GIOMMARIA PIU Racconta il can. Giovanni Spano: " ...... Di Padria. ......Io mi trovavo in questo villaggio nel maggio del 1866 in casa del mio amico e discepolo, cavalier don Raimondo Dettori. In una notte venne a visitarmi questo fecondo poeta, il quale vi trovò il suo compaesano Bezzu, ed avendogli questo diretto alcune strofe tanto di scuotergli la vena, quegli rispose con prontezza d'animo, e così per un paio d'ore restarono cantando ed improvvisando in varii metri con senso ed armonia, mostrando ambi una gran forza di mente. La mia maraviglia era quando uno principiava il primo verso, l'altro seguitava con prontezza indovinando quasi i pensieri, tenendo lo tesso filo, e così a vicenda tiravano avanti con idee sublimi da meritar l'applauso di tutti. Vidi ancora dei cori di giovanetti, che ad imitazione di questi grandi disputavano in poesia tra loro con temi ed idee proporzionati all'età loro.
1 -Padria si dovrà ricordare di un terribile uragano, di quando il Signore adirato ha mandato fulmini e saette. Ho preso nota che il due settembre del 1844 Padria ha sofferto un grande dolore al vedersi come circondato dal mare.
2 -Padria lo dovrà ricordare per quanto Dio ci lascia esistere: non potevamo rimediare né fuggire, l'uragano ci aveva sconvolto il cuore e la mente; secondo i giusti fini di Dio onnipotente Padria era sul punto d'aver fine, è stata Nostra Signora a farlo sviare, è stata lei che ha potuto ottenere la grazia.
3 -Ringraziamo tutti Maria che è riuscita a ottenere la grazia, quella notte Padria era proprio malridotta, stavamo già per suonare l'agonia, tutti fuggivano in chiesa, avevamo ormai rinunziato al mondo, il popolo era sbalordito e spaventato, non riusciva a spiccicar parola.
4 -Tremavano tutti i muri e il suolo e si smuovevano le rocce più salde, era proprio il caso d'avere paura al vederci messi a morte, agonizzanti, senza contare tutto quello che si stava perdendo in beni, in bestiame e negli altri prodotti dell'agricoltura, mentre quelli che erano sotto un tetto piangevano per quanti erano fuori.
5 -Erano preoccupati per quelli che erano fuori pensando a come dovevano stare, chissà come! E tutti piangevano dolorosamente, sia nelle case che in campagna, sembrava simile al giudizio universale e io non lo trovo molto differente, col rischio che c'era di morire all'improvviso, come poi è capitato!
6 -Il re Carlo Alberto mandò un piccolo sussidio per distribuirlo ai poveri, ma più si distinsero i principali signori del villaggio, soccorrendo quei miseri agricoltori cui l'onda tolse tutto il ricolto. Non posso riferire di questa parte né posso dire di un simile spettacolo: la notte era grandemente avversa, io sono d'accordo sul fatto che era un giudizio universale; gli uomini che sono mancati sono otto senza contare quelli che si sono salvati per miracolo, in quella notte non ci fu santo di tabernacolo che non venisse pregato.
7 -Per parte mia sono ancora tutto turbato al pensare a chi si è potuto salvare: di due che erano andati ad aiutare uno lo prese la piena, l'altro no, e così accadde per altri quattro, di questi due si sono salvati, gli altri due li ha presi l'onda e a malapena hanno potuto ritrovarli.
8 -Da quella notte Padria è sottosopra per averci visto morire quando eravamo sani; in un'aia dieci uomini si rifugiarono sopra il granoturco, un mucchio da trenta cantari e più: passò la piena ed erano vicini, la potevano toccare con la mano, ma hanno avuto la fortuna di salvarsi.
9 -È chiaramente da considerare una grazia, non si poteva immaginare che finisse così, neppure a me basta la mente per riferire per intero questa vicenda, è un miracolo dei santi del cielo se quei tali a tutt'oggi sono ancora in vita; al vedere quei luoghi, andando sul posto, ognuno si meraviglierebbe.
10 -Quella notte fu causa di tanti mali, notte di tanti danni e rovine, le acque spaccarono le rocce, sbriciolarono rocce e pietre, dal punto in cui erano quei tali la piena portò via tante cavalle, e quelli che abitano sulla costa ne hanno trovato in mare.
11 -Quella notte avevamo il mondo in agitazione, pensavamo che la morte avrebbe colpito tutto ciò che le acque trovavano sul suolo, afferravano alberi e rocce, le pietre galleggiavano in mezzo all'acqua come sughero, nuotavano come marinai nel mare, veramente si pensava che quella notte ci sarebbe stata la fine del mondo.
12 -Dio era molto adirato e si metteva al di sopra delle altre giustizie, nelle case, nelle vigne e negli orti si sono avuti danni di tutti i generi, e i terreni che erano nei pendii li ha portati tutti nelle parti basse, in un'annata buona, di abbondanza, ci ha voluto punire in questo modo.
13 -Insomma Dio ha colpito Padria e ha avuto poca carità per noi, pur essendo così buono si è preso uomini, beni, bestiame e frutti, così che Padria è caduto in povertà tanto che molti per la miseria chiedono la carità, a meno che il nostro re non possa portar sollievo a qualcuno.
(1) Rigore dicesi un forte uragano. con smovimento di terreno, con estirpamento d'alberi ecc. In Padria ora quest'infortunio ha formato epoca.
(2) Molti si trovavano in campagna per il ricolto, e quelli che non poterono fuggire alle alture, o arrampicarsi agli alberi restarono annegati.
(3) Così questo rozzo poeta appella il dì del Giudizio, come lo sentiva in chiesa nel versicolo che cantano i preti nelle esequie [Dies magna et amara valde (Giorno grande e molto amaro)].
(4) Attribuisce a miracolo l'essersi salvati stando la notte sopra la bica del granone, mentre l'onda poteva trasportare tutto.
(5) Lo scoscendimento dei terreni ed il movimento e trasporto che si è fatto dei grossi massi, hanno fatto in modo che sono venuti fuori molti oggetti di antichi bronzi, statuette, fibule e pietre incise in quantità. Vedi la nostra Memoria sopra l'antica città di Gurulis Vetus oggi Padria e scoperte archeologiche fattesi nell'isola in tutto l'anno 1866, Cagliari, Tipografia Arcivescovile, 1867.
(6)Il re Carlo Alberto mandò un piccolo sussidio per distribuirlo ai poveri, ma più si distinsero i principali signori del villaggio, soccorrendo quei miseri agricoltori cui l'onda tolse tutto il ricolto.