GURULIS VETUS - IL DECLINO

Padria - Gurulis Vetus- Memorie di un paese antico di Totoi Mura

I diversi studiosi che si sono cimentati in questo lavoro, affidandosi più che altro alle loro intuizioni, hanno creduto di elaborare almeno tre ipotesi, circa la distruzione della città: per l'intervento di un forte ed eccezionale evento tellurico; per inondazione provocata da una eccezionale alluvione; per saccheggio, incendio, distruzione, inconseguenza, forse, di avvenimenti bellici. La prima ipotesi trova scarsissimo credito sul terreno scientifico. Non sono individuabili le benchè minime tracce di un tale evento anche lontano.

Le fragili strutture delle trè collinette adiacenti, ad esempio, non avrebbero sicuramente retto alla intensità di una scossa sismica in grado di abbattere una città. D'altra parte, l'intero sistema geologico della Sardegna ed in particolare l'area che comprende l'antica Gurulis, aveva già raggiunto un definitivo assestamento alla fine del Quaternario. Le ultime colate laviche che hanno formato le grandi distese basaltiche circostanti sono del Pliocene. Nessuna memoria storica ha registrato un evento tellurico che abbia colpito la Sardegna da duemila anni a questa parte.

La seconda ipotesi, che sembra vagamente accreditata presso il popolo, sarebbe ugualmente da escludere. La conformazione orografica del terreno dove poggia la pianta del complesso urbano consente il regolare e rapido deflusso anche di ingenti quantità di acqua meteorica.

 

La terza potrebbe essere quella più accreditabile, anche se si pone ugualmente priva di validi supporti. Nel corso di scavi occasionali, ad esempio, non sono state segnalate tracce di incendi. Gli eventi bellici ed un eventuale conseguente saccheggio sono le sole congetture alle quali potrebbe essere rivolta una certa attenzione. I Vandali prima, in seguito alla caduta dell'Impero Romano, e successivamente le incursioni barbaresche, che avevano avuto via libera dopo che era stata sradicata l'autorità di Bisanzio dall'Esarcato d'Africa dal quale dipendeva la Sardegna, possono aver inferto il fatidico colpo di grazia alla già fiorente città di Gurulis Vetus.

L'ipotesi più attendibile e più convincente è senz'altro quella sostenuta da Carlino Sole, il quale, proprio a questo enigmatico aspetto, ha voluto dedicare una attenzione molto particolare nel suo lavoro inedito attinente, appunto, le vicende di Gurulis Vetus, rappresentato dalla sua tesi di laurea conseguita presso l'Università di Cagliari.

Sole sostiene che "il tramonto di Gurulis Vetus deve essere inquadrato nel generale processo di decadenza economica della Sardegna durante il basso impero. La città, tagliata fuori dal sistema stradale, si incamminò verso la decadenza, quando l'economia agricola, che era alla base dell'attività dei suoi abitanti, incominciò ad essere sconvolta per i contraccolpi della crisi agraria generale". Le incursioni vandaliche devono avere completato il processo recessivo. La fine di Gurulis Vetus, dice ancora Carlino Sole, "è avvolta nel mistero, così come le origini si nascondono nelle pieghe del leggendario racconto di Pausania, che favoleggiò di Tespiadi e Ateniesi approdati in Sardegna al seguito del mitico lolao, cugino e auriga di Èrcole. Mistero e leggenda che agli occhi dello studioso di antichità rendono più bello e suggestivo il quadro delle sue ricerche".