LA GEOLOGIA DI QUEST' AREA

Padria - Gurulis Vetus- Memorie di un paese antico di Totoi Mura

Il rilievo Sardo-Corso è formato da una dorsale longitudinale disposta da sud a nord. Complessivamente, misura all'incirca 400 Km. Si eleva nel Tirreno da una fossa profonda oltre 3000 metri.

Le aree emerse di questo consistente massiccio formano le isole di Sardegna e Corsica.

In superficie, la continuità del blocco continentale è interrotta da un canale (Bocche di Bonifacio) la cui profondità massima non supera i 100 metri. Il blocco che esprime l'isola di Sardegna è formato da una impalcatura prevalentemente granitica.

Queste rocce cristalline occupano circa un terzo della superficie dell'isola. Tuttavia, l'ossatura granitica non rappresenta la formazione più antica. Occorre, quindi, distinguere le formazioni granitiche da quelle più antiche e da altre più recenti. Sono più antiche quelle formate da scisti, formazioni del Cambrico e del Silurico largamente diffuse nella parte occidentale (SulcisIglesiente) e nella Nurra, segnatamente nel bacino minerario dell'Argentiera.

In ere successive, la massa continentale è stata saltuariamente e parzialmene invasa dal mare dando luogo a formazioni mesozoiche e cenozoiche postgranitiche. A grandi linee, l'isola di Sardegna appare caratterizzata da una disuguale distribuzione delle rocce superficiali. La grande uniformità presente nella parte più settentrionale, la Gallura, contrasta con il disordine presente nella regione diametralmente opposta, il Sulcis-Iglesiente.

Molto sinteticamente, la zona geografica oggetto del presente lavoro si inserisce nella fascia mediana sarda, e più segnatamente nella parte centrale del più vasto bacino del Temo, disegnando un trapezio irregolare i cui vertici sono segnati a sud dal M. Figulada (m 599) e dal M. Su Fraile (m 345); a nord dal M. Minerva (m 644) e dal M. Traessu (m 719); a ovest, il limite è segnato dal corso contiguo dei fiumi Crabolu e Su 'Entale, che segnano anche il confine di provincia; a est, da una linea che va da M. Traessu e Mesu Nuraghe a ridosso di Padria, quindi a M. Figulada.

La superficie approssimativa che concorre a formare il compendio è di Kmq 140.

Sono meritevoli di particolare attenzione, per la loro genesi, per le loro stratificazioni e sedimentazioni, le formazioni eruttive trachitiche dell'Oligocene che caratterizzano la dorsale sul lato ovest che segue all'incirca il confine con i Comuni di Villanova Monteleone, Montresta e Bosa. La struttura più notevole di questo complesso è rappresentata dal M. Minerva che si eleva maestoso dal fondo valle del Temo.

Fatta questa eccezione, la superficie di base dell'area risulta formata da sedimentazioni calcaree ed arenarie del Miocene.

Una voragine ancora visibile in prossimità dell'abitato di Cossoine, denominata Sa ' Ucca de Mammuscone, non è altro che la bocca spalancata di un vulcano il cui materiale eruttivo ha formato un grosso rilievo che si estende verso ovest e sul quale si adagia lo stesso centro abitato.

Ancora più notevole è la distesa basaltica che forma il pianoro di Càe e di Sassedu che sovrasta l'abitato di Padria.

L'epicentro che ha dato luogo a questa seconda formazione si può indicare a M. Santu Pedru, alla periferia di Pozzomaggiore.