PADRIA - MOVIMENTI DEMOGRAFICI

Padria - Gurulis Vetus- Memorie di un paese antico di Totoi Mura

Dopo una leggera flessione e nonostante la parentesi della seconda guerra mondiale con il richiamo al servizio militare di giovani appartenenti ad una ventina di classi, a partire dal 1940 si registrò un graduale e leggero incremento della popolazione residente.

Lo sconvolgimento profondo, dell'ordinamento sociale ed economico, intervenuto negli ultimi decenni a partire dagli anni immediatamente successivi alla fine del conflitto, non mancò di provocare paurosi scompensi e squilibri, del resto imprevedibili, i cui effetti dovevano riflettersi in misura prevalente sulle masse lavoratrici che, proprio nell'agricoltura tradizionale e nelle attività collaterali, avevano fondato la loro organizzazione lavorativa.

Ebbe inizio, cosi, la drammatica corsa all'emigrazione in massa delle giovani energie verso regioni dell'Italia settentrionale e dell'Europa, economicamente più ricche e meglio organizzate, generando il progressivo spopolamento del paese. Dopo decine di anni di vane attese, gli emigrati dovettero rassegnarsi alla dura realtà, quella cioè, di non poter ritornare stabilmente nel loro paese d'origine, poichè, contrariamente alle promesse, non si sono realizzate le condizioni, i presupposti che avrebbero dovuto attivare i tanto esaltati piani di rinascita e le altre leggi speciali.

Tra il 1949 ed il 1971 ebbe luogo una parabola discendente talmente accelerata che nello spazio di 20 anni provocò una diminuzione della popolazione residente di ben 827 unità, pari al 39%. Negli anni successivi, cessato il flusso migratorio vero e proprio, la popolazione continuò a diminuire.

Il movimento demografico, ad iniziare dal 1901, fa registrare una curva ascendente costante, sino al 1921. Tra il 1921 ed il 1939 si verific un leggero regresso che portò alla perdita di 212 unità. Le cause vanno ricercate nella stasi economica che si manifestò in Sardegna durante il ventennio fascista e che coinvolgeva, naturalmente, anche il centro di Padria.

Nel 1844 gli abitanti di Padria erano 1892

Nel 1940 erano 1938

Nel 1946 erano 2139

Nel 1975 erano 1200

Nel 1990 erano 925

Le attivita maggiormente colpite furono quelle agro pastorali che rappresentavano l'asse principale ell'economia locale. Quella crisi provocò un consistente movimento migratorio, che si oriente in direzioni diverse. Una prima ondata, subito dopo la fine della prima guerra mondiale, si indirizzò verso l'Argentina, e questo flusso andòavanti sino a quando il governo fascista non sospese i permessi di espatrio all'estero. Tale divieto diede luogo ad un intenso movimento migratorio intemo, prevalentemente orientato verso le città di Torino, Genova e Roma. Negli anni trenta, persistendo lo stato di crisi ed essendo precluse le possibilità di emigrare oltre le frontiere nazionali, molti giovani, non certamente per eroismo, e tantomeno per spirito di servizio e di fedeltà nei confronti del regime fascista, ma semplicemente perchè le circostanze li aveva messi di fronte ad un brutale stato di necessità, sceglievano di arruolarsi volontari nei reparti della Milizia Nazionale Fascista per essere inviati alle operazioni di conquista nell'Africa Orientale; altri si orientarono verso il bacino minerario dell'Iglesiente dove, con l'avvio dell'attività estrattiva del carbone, stava sorgendo la città di Carbonia; altri ancora raggiungevano le zone di bonifica dell'Arborense, (Mussolinia) e della Nurra di Alghero (Fertilia).