I VENTI

Padria - Gurulis Vetus- Memorie di un paese antico di Totoi Mura


Le caratteristiche dei venti del Mediterraneo che maggiormente interessano la Sardegna sono contraddistinte da antichissime conoscenze popolari.

Grecale. Vento piuttosto freddo che proviene da est-nord est, spesso accompagnato da forti burrasche; si origina nella penisola Balcanica e, sul Tirreno, subisce un ulteriore processo di umidificazione. E' maggiormente avvertito sul versante orientale, dove porta nuvolosità estesa con precipitazioni piovose; nei mesi di febbraio e marzo può portare sporadiche nevicate.

Scirocco. Vento caldo che spira da sud-est, spesso portatore di fenomeni di burrasca. Si origina nel Mediterraneo sud-orientale, ed acquista un elevato contenuto di umidità durante il lungo percorso sul mare. Provoca nuvolosità e piogge prevalentemente sulla Sardegna sudorientale, spesso accompagnate da finissima sabbia africana. A volte subisce l'influenza dei sistemi freddi della penisola Balcanica con notevole riduzione della temperatura (scirocco freddo).

Libeccio. Vento caldo da sud-ovest; si propone in genere come rimonta calda influenzata da apporti di aria fredda che raccoglie attraversando i sistemi montuosi del Marocco e dell'Algeria. Spesso è portatore di sistemi generatori di pioggia. Queste, prevalentemente nel periodo autunnale e vemino, si verificano abbondantemente in tutta l'isola ed assumono anche carattere di relativa continuità.

 

 

 

Maestro. Vento decisamente freddo con regime di raffiche e punte di velocità alquanto elevate, a volte con burrasca e tempesta; proviene dalle zone artiche, di origine atlantica e nell'attraversare il Mediterraneo acquista maggiore energia. Sul cielo della Sardegna, normalmente rompe la compattezza delle nubi; le precipitazioni assumono carattere discontinuo con residui rovesci, ma anche manifestazioni temporalesche e grandine.

Tramontana. Detto anche borea: vento molto freddo che spira da nord. Fortunatamente non è molto frequente in Sardegna. Nei mesi invernali, trasportando masse d'aria alquanto fredde dalle zone artiche, provoca notevoli abbassamenti di temperatura sotto lo zero. Durante la notte, spazzate via le nubi, si verificano abbondanti e persistenti gelate. Tutto il bacino del Temo, in particolare le zone vallive, sono soggette a questo tipo di condizionamento metereologico, con notevoli danni alle colture. Tutti i venti, comunque, subiscono delle variazioni in scala locale, generate dalla particolare configurazione geomorfologica del terreno; sono i cosiddetti fenomeni di canalizzazione provocati dalla presenza di colline o catene di montagne.