Un contributo notevole alla conoscenza del tracciato storico dell'area geografica in esame, relativamente al XII e XIII secolo, ci viene fornito dalle notizie riportate nei condaghi di San Nicola di Trullas, di San Michele di Salvenor e di San Pietro di Silki. Queste fonti sono tra le pochissime sinora conosciute; esse contengono informazioni riguardanti anche le antiche strutture amministrative, civili ed ecclesiastiche del Logudoro-Meilogu.


Il Giudicato di Logudoro o di Torres, per quanto atteneva all'amministrazione civile, era diviso in 19 curatorie: Anglona, Caputabbas, Ceraso o Campulongu, Costabaddes, Dorè, Figulinas, Flumenargia, Gotzeano, Marghine, Montiferru, Nughedu, Nulauro, Nurkara, Nurra, Pienalza, Romania, Sulumetu, Meilogu, Monteacutu.

L'amministrazione ecclesiastica, invece, era articolata in 7 diocesi: Castra, Bisarcio, Bosa, Torres, Ploaghe, Sorres, Ampurias.

Nel Giudicato di Logudoro, tra 1'XI e il XIII secolo, emergevano alcune grandi casate che concorrevano alla elezione del Giudice che era preposto al supremo governo del Giudicato o Rennu; queste casate si spartivano, inoltre, i principali incarichi amministrativi e politici. Da queste famiglie, che, tra l'altro, possedevano vastissime espansioni di terre, uscivano, oltre al Giudice i Curatores, gli Armentarios, i Majores, i Mandatores e così via: cariche che, per quanto si può osservare, non uscivano dai ristretti ambiti famigliari, quasi ad essere destinati per trasmissione ereditaria.
Stando alle citazioni riportate nei condaghi, le famiglie maggiormente in vista, comunque sempre presenti negli incarichi di governo dei Giudicati, erano i Zori o De Zori o De Thori, gli Athen, i De Serra, i Gunale, i Gitil, i Capatennor, i De Kerchi, i Sogostos.
La casata degli Athen deteneva il dominio quasi totale della Curatoria di Caputabbas, che spingeva la propria giurisdizione sino a Pozzomaggiore. Secondo qualche documento, nella Curatoria di Caputabbas, a volte, troviamo incluso anche il territorio di Padria e di Mara.

Nella Curatoria di Nurkara prevalevano e si alternavano i De Thori, i De Serra, i Lacon, i De Kerchi. Al di là dei ricorrenti conflitti originati dal contrasto di interessi terrieri, queste grandi famiglie erano strettamente imparentate tra di loro.

La chiesa campestre di San Nicola di Trullas, nella valle omonima a breve distanza da Semestene, a cui fa riferimento il condaghe già ricordato, apparteneva appunto agli Amen e da questi, con atto del 28 ottobre 1113, fu donata ai frati Camaldolesi, che vi eressero un monastero.
La lettura degli atti riportati nei condaghi ci da la conferma che nel territorio del Giudicato, quindi anche nell'area geografica in esame, era largamente consolidata una economia agraria del tipo curtense: la curtis o domus era un'unità aziendale e amministrativa costituita da terre, bestiame di ogni tipo con strutture per la produzione agricola, personale vario per i diversi tipi di prestazioni anche specializzate; i lavori più generici erano disimpegnati da una particolare categoria sociale formata dai cosiddetti servi.
Le curtes o domus più consistenti, più importanti, oltre alle costruzioni civili per le esigenze del personale addetto ai lavori agricoli, si dotavano di strutture e del relativo personale per i servizi artigianali complementari, nonché di una chiesa per l'esercizio delle pratiche religiose.
Attorno a questi nuclei, si formarono i numerosi villaggi che, relativamente al periodo in esame, troviamo sparsi nella Valle del Temo.
La curatoria di Nurkara
La curatoria di Nurkara, era delimitata ad Ovest dal mare Mediterraneo; a Nord confinava con il Nulauro, a Est con il Caputabbas ed il Costabaddes, a Sud con la Pienarza; comprendeva gli attuali centri di Villanova Monteleone,
Monteleone R.D., Mara e Padria, nonché un numero imprecisabile di villaggi andati distrutti nel tempo. Gli storici, dal Fara al Desta, non sono d'accordo sulla fissazione del confine sul lato Est della Curatoria. Le ville di Padria, di Mara e Bonuighinu, ad esempio, per alcuni rientravano nella Curatoria di Nurkara, per altri in quella di Caputabbas. Noi, anche per semplificare il nostro lavoro, consideriamo i centri sopra citati compresi nella Curatoria di Nurkara.
Oggi, relativamente ad alcuni di questi villaggi scomparsi, è perfino difficile risalire al suolo dove realmente erano edificati, tanto sono labili le tracce rimaste sul terreno. In questa non facile ricerca ci hanno aiutato molto le indicazioni toponomastiche ancora vive anche nella cartografia ufficiale. In alcuni casi, le località interessate hanno conservato non già il nomedell'antico centro, ma quello del Santo protettore a cui era dedicata la chiesa del villaggio.

Padria - Gurulis Vetus- Memorie di un paese antico di Totoi Mura