Il clima della zona é quello temperato caldo, non molto dissimile da quello comune alla maggior parte della Sardegna.

II periodo estivo é caratterizzato da temperature piú o meno stabili, superiori ai 20 gradi, con punte massime che superano i 35. Quello invernale é contraddistinto da temperature che oscillano dai 6,5 ai 9,9 gradi. Non sono rari gli abbassamenti al disotto dello zero con persistenti gelate nei livelli piú bassi e nevicate sui rilievi. La particolare collocazione geografica dell'Isola al centro del Mediterraneo, la distanza relativamente breve dal mare di qualsiasi punto del suo territorio, nonché la notevole lontananza dalle masse continentali, fanno in modo che il territorio goda di un particolare regime temperato, piuttosto mite nelle zone rivierasche, piccole escursioni termiche e temperature medie piú elevate nelle zone interne.

 Nel bacino mediterraneo si concentrano periodiche invasioni di masse d'aria di diverse provenienze che hanno caratteristiche termiche, di umiditá, di movimento, sensibilmente differenti. Si ha, quindi, aria d'origine africana avente temperature piuttosto elevate e scarsa umiditá; essa spesso, trasporta rilevanti quantitativi di sabbia desertica; aria di origine continentale, generalmente di provenienza russobalcanica, con temperature moderatamente basse e modesto contenuto di umiditá; aria di origine artica, che giunge a temperature alquanto basse ed un contenuto di umiditá piú o meno elevato a seconda della zona di origine e del percorso seguito, prima di raggiungere il Mediterraneo. Queste invasioni d'aria, per la presenza di notevoli complessi montuosi distribuiti attorno al bacino Mediterraneo, penetrano attraverso le configurazioni orografiche naturali che oppongono minore resistenza al loro movimento. Il contrasto tra le differenti caratteristiche termodinamiche delle masse di aria interagenti viene ulteriormente influenzata dalla massa d'acqua del Mediterraneo, che é ritenuto un mare caldo.

L'ampio bacino Mediterraneo, pertanto, diventa un immenso laboratorio dove si originano complessi meccanismi atmosferici che determinano le fasi meteorologiche tipiche e caratteristiche del particolare sistema subcontinentale e insulare europeo.

Nella zona montuosa che va da Villanova Monteleone a Bosa, ad esempio, si registrano indici medi di piovositá tra i piú elevati della Sardegna: oltre i mm 1.000. L'indice medio della zona, comunque, é compreso tra mm 830-840.

Il periodo con il maggior indice di precipitazioni é quello che va da ottobre a dicembre. In tale periodo cade mediamente circa il 35% delle precipitazioni annue; spesso si registrano precipitazioni di oltre mm 100 nelle 24 ore. Massimi secondari, rispetto ai primi, si verificano nel trimestre gennaio-marzo e, talvolta, anche nei mesi di aprile e maggio.

Nel periodo estivo, a causa della influenza termoregolatrice del Mediterraneo, le precipitazioni sono alquanto scarse e raramente superano i mm 50. Sono frequenti prolungati periodi di siccitá.

Le tabelle che via via vengono elaborate sulla base dei dati prelevati nelle stazioni pluviometriche controllate dall'Aeronautica militare e dal Ministero dei lavori pubblici non offrono delle costanti omogenee; variano, infatti, a seconda del gruppo di anni a cui si vorrebbe far riferimento.

Relativamente al periodo che va dal 1921 al 1950, sulla base dei dati rilevati nelle stazioni pluviometriche di Reina 'e Mare e di Mudeggiu, allora gestite dall'Amministrazione provinciale, rilevazioni quindi, effettuate nel cuore del bacino della Media Valle del Temo, la media annua delle precipitazioni á stata accertata in mm 780,5.

Prescindendo, comunque, dalla portata complessiva, il regime pluviometrico del bacino in esame non sarebbe tanto negativo se non fosse scompensato dalla cattiva distribuzione nel corso dell'intero anno e soprattutto in rapporto alle stagioni. 

Padria - Gurulis Vetus- Memorie di un paese antico di Totoi Mura