Padria 04

Allorché si lascia la pianura di Pozzomaggiore , al primo declivio dello stradone, si presenta una vallata, romantica,uno spettacolo grandioso. Tre monti quasi uguali si schierano’ innanzi, quasi in difesa del villaggio.   

             Il nome con cui questa città fu‘appellata sino al totale suo abbandono sotto i Romani, indica la sua origine nei remotissimi tempi in cui la Sardegna fu colonizzata da popoli immigrati dalla Cananea o Fenicia.

 

Gur-el infatti era il suo primitivo nome, dal primo che vi piantò la tenda, che vuol dire mansione di Dio, soggiorno, abitazione, radunanza grande, come Car el, cioè, città grande; e come di questa i Romani fecero Càralis , cosi di quella fecero Gùrulis. Il primo nucleo di casa che vi piantò il primo colonizzatore fu nel monticello basaltico detto S. Paolo, che è il primo dei tre monticelli che spunta a levante.

 Quivi esistono tuttora i testimoni  parlanti della prima opera dell’uomo nel muro ciclopico che in quadratura circondava il piede della collina. Esso ha 65 metri circa di lunghezza, ed altrettanti ne doveva avere negli altri tre lati.

 

 La prima abitazione dunque di questa città fu nella sommità di essa collina dove esisteva un Nuraghe, che in sostanza era la casa del primitivo colono che la chiamò Gur el, e poi la fortificò in giro con enormi massi senza cemento , come per l’ ordinario si trovano i grandi Nuraghi sparsi nelle più feraci regioni dell’isola. Il fondatore di questa casa possedeva e guardava i fertili terreni sottoposti, tanto da una parte, quanto dall’altra……

 

Abbiamo dunque un imponente città formata da questi gruppi, o agglomerazioni di antiche abitazioni, che aveva di estensione più di 15 chilometri: non tutte però erano della stessa epoca, giacché dal modo della costruzione si  vede chiaramente che appartenevano a diverse età.

 

MEMORIA SOPRA L’ ANTICA CITTÀ DI GURULIS VETUS    -  1864  del CANONICO GIOVANNI SPANO